IL NATALE: UNA FESTA DELL'IPOCRISIA?

Il natale, festa di grande significato religioso, è cambiato con la
civilizzazione, si è trasformato in una festa del consumismo, che è
diventato per molti una forma di compensazione che allevia il senso di
insicurezza e di insoddisfazione affettiva, umana, sociale e spirituale.
Una festa commerciale che incita la gente a spendere molti soldi per regali;
sono giorni in cui una persona è tenuta a comperare i regali per mostrare
l'amore ai membri della famiglia, come se nei giorni precedenti vigeva
l'odio.Una volta gli acquisti si facevano per comperare il necessario. ora
che nei paesi più ricchi il necessario ce l'hanno in molti, gli acquisti si
fanno per altri motivi per fare bella figura, per riempire un vuoto, perchè
non si sa cos'altro fare.
Una festa dell'ipocrisia, con l'immagine della famiglia perfetta e felice al
sapore del "Mulino bianco", e del buonismo gratuito che ti impone di
festeggiare con dei signori di cui non ti importa quasi niente e ai quali tu
importi ancora di meno, e il regalo ad una persona odiata bisogna farlo
giusto perchè è Natale.
Una festa del scetticismo e dell'indifferenza nei confronti della
solidarietà e delle persone disaggiate che regnava nei periodi precedenti il
Natale, ma in questi giorni le beneficienze sono alle stelle. E meno male
che arrivato il Natale.
Sono rimasto decisamente colpito dalla frase usata dall'UNICEF su alcuni
inviti alla solidarietà: "Molti bambini senza regali non piangono, muoiono."
Comunque dobbiamo serbare il ricordo che chi decide, alla fine, siamo noi.
Per cui in questo periodo riflessioni e significati di pace dovrebbero
sempre accompagnare le nostre feste; in tutto il mondo il Natale è augurio
di bontà, serenità e felecità da condividere con" tutti gli uomini di buona
volontà."
La festa del Natale, rimane, nonostante consumistica, la festa religiosa che
scandisce la nascità di Gesù bambino. è la festa dei bambini, in cui si
raccolgono attese, desideri, speranze. In chi di noi non ha, almeno una
volta, risvegliato la nostalgia di una fanciullezza(più o meno)lontana, di
una innocenza perduta da tempo, di uno sguardo sulla realtà più limpida o
meno "inquinata"della nostra.
Sono sempre stato affascinato dal natale(nonostante sono di un'altra fede),
abbagliato dalle luci. Da bambino facevo sempre l'albero assieme a mio
fratello, e ci scambiavamo regali con i nostri amici; per cui tornare a
guardare al Natale con gli occhi e le attese dei bambini è già un grande
sogno da formulare,un sogno di assoluta felicità.
Anche quest'anno farò l'albero: ipocrisia? nooo, perchè Natale è Natale.


 
     
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