|
Le recensioni di Febbraio
cosa amiamo leggere e consigliare
MARAI Sandor, L’eredità di Ezsther. Adelphi, 1999
Leggendo le pagine di questa storia breve e accattivante, viene da chiedersi quale debba essere la strada da seguire quando si devono prendere delle decisioni importanti e sopratutto diventa sempre più evidente quanto a volte le soluzioni apparentemente più improbabili risultano essere le più logiche. La protagonista di questo romanzo, il cui autore è ancora una volta capace di legarci alla lettura dalla prima all'ultima pagina, si trova di fronte all'ennesima ferita che sta per infliggerle il grande amore della sua vita e in un modo che sulle prime tutti potrebbero giudicare assurdo, decide di affrontare e superare questo scoglio…
Sándor Márai, scrittore ungherese, nacque a Kassa nel 1900 e morì in California, a San Diego, nel 1989. Visse a lungo a Vienna, in Svizzera, a Parigi e in Italia. Del 1917 la sua prima opera, una raccolta di poesie dal titolo Il libro dei ricordi. La sua fama è legata in particolare ai romanzi Le braci, apparso in Italia nel 1998 e L'eredità di Eszter.
Domenica Magnani
MCGRATH Patrick, Follia. Adelphi, 1998
Senza voler assurgere a capolavoro della letteratura, "FOLLIA" ci fa riflettere sull'amore, sulla morte e sull'ossessione che porta a distruggere se stessi e tutto cio' che ci circonda. Credo che il titolo originale del romanzo sia meno generico della traduzione: "ASYLUM", che significa luogo protetto e insieme prigione, e non solo perche' tutto inizia in un manicomio. Mcgrath in "FOLLIA" descrive l'amore nella sua forma piu' sconvolgente: l'ossessione. Patrick Mcgrath e' nato in Inghilterra e vive tra New York e Londra, ha scritto Follia nel 1998 ed e' stato uno dei maggiori successi letterari degli ultimi anni. Gli altri romanzi di Mcgrath sono Il morbo di Haggard-1999, Martha Peake-2001, Spider-2002, Acqua e sangue-2003, Port Mungo-2004, La città fantasma-2005.
Waller Corsi
ANGELA Piero, Ti amerò per sempre. La scienza dell’amore. Mondadori, 2006
L'amore sboccia, cresce e sfiorisce proprio come una pianta, o come molti altri organismi. Per quanto ci si sogni e ci si fantastichi attorno, l'innamoramento, l'amore, la crisi, sono fenomeni biologici, spiegabili e spiegati dalla scienza moderna. Piero Angela affronta con questo libro il tema più fertile e sentito della storia, l'amore, con il suo carattestico approccio razionale e rigoroso e con il contributo delle teorie più recenti nel campo della neurofisiologia, della biochimica, della sociologia e della psicologia.
Piero Angela entra in Rai come cronista e collaboratore del Giornale Radio alla fine degli anni sessanta; in questi trent'anni svolge attività di divulgazione non solo in televisione, inventando e realizzando centinaia di programmi con le formule più diverse, ma anche su giornali e settimanali, con articoli e inserti. Ha scritto ventotto libri e per la sua attività ha ricevuto quattro lauree honoris causa.
Doria Valentini
FRANKFURT H.G., Stronzate. Un saggio filosofico. Rizzoli, 2005.
C’è qualcosa di peggio della menzogna, di peggio c’è la stronzata, ovvero il mentire con l’intento di rendere finta la verità. Una menzogna ricerca il falso, una stronzata è una creazione dedicata a mettere chi parla in una condizione di essere aggrediti personalmente. La menzogna offende l’intelligenza, la stronzata offende la persona. Eppure, le stronzate si diffondo con più facilità, con più facilità si dicono stronzate di quanto non si menta. E’ il nostro momento, quello che viviamo ora, quello che viene proposto dai media. La filosofia non è così lontana dalla facile lettura, soprattutto quando viene proposta da un divulgatore che ne facilita la comprensione.
Francesco Dazzi
DE BOTTON Alain, Esercizi d'amore. Guanda, 1995.
Un romanzo funziona quando è reale. Una storia che si propone di essere verosimile, per quanto romanzata sia, deve avere tutti i crismi di una veridicità intrinseca. Quando la storia rischia d’incepparsi, il grande autore crea le condizioni per farla continuare in tutta la sua naturalezza. De Botton è un grande autore. Un filosofo, un pensatore prestato alla narrativa, che mostra come il pensato possa introdursi in tutta normalità nei momenti di vita vissuta, nei momenti anche intensi di una storia d’amore. Spacca il capello in quattro, spinge l’analisi oltre il fattuale e raccoglie delle interpretazioni di quanto resta dietro, del non detto, di quanto non si vuole vedere e di quanto si vuole mostrare. Esistono delle realtà più vere, dietro quella che sembra essere la verità assoluta nel suo apparire.
Massimiliano Schenetti
STRADA Gino, Pappagalli Verdi. Feltrinelli,1999
Le cronache che il chirurgo di guerra Gino Strada ci offre nel suo libro, sono testimonianze vissute nei suoi continui trasferimenti, nei luoghi dove “le rivalità etniche vecchie di secoli sono piaghe infette difficili da guarire” alle quali, spesso, si unisce la sete di potere, le diverse idee politiche e la cupidigia senza limiti, della supremazia economica.
Vengono ripercorsi tutti i luoghi in cui il bisturi di Gino Strada ha operato, giorno e notte, in condizioni che è meglio non descrivere, per cercare di salvare il salvabile di un corpo umano. Lo scritto è la testimonianza delle atrocità delle guerre, qualunque sia il motivo che le scateni, delle sofferenze fisiche e psichiche dei più deboli, in particolare dei bambini che spesso non riescono neppure a piangere. Leggendo fra le righe di questo libro ti prende la rabbia, l’amarezza per l’impotenza di rendere la vita su questa terra ad un livello di democrazia e civiltà tali da permettere a tutti di considerare gli altri esseri simili a te, coi propri diritti e doveri.
“ E questi cani ingordi non sanno che sia l’esser satollo, e questi pastori non sanno che sia l’intendimento; ciascuno di loro si è volto alla sua via, ciascuno alla sua cupidigia.” Dal libro di Isaia, cap LVI.
Gino Strada è uno dei fondatori dell’associazione italiana EMERGENCY e da oltre dieci anni è impegnato in prima linea i tutti gli angoli più sperduti del mondo come chirurgo di guerra.
I. A., insegnante
RILEY Gwendoline, Carmel. Fazi Editore, 2003.
RILEY Gwendoline, Sick Notes. Fazi Editore, 2005.
Se avete un’età tra i 15 e i 35 anni, se vi sentite giovani dentro, oppure se avete voglia di provare nostalgia verso gli anni della vostra gioventù, o anche se volete capire meglio cosa frulla nella testa e nel cuore dei nostri ragazzi, appuntatevi questo nome: Gwendoline Riley. La ragazza ha ventisei anni, vive a Manchester e fa la scrittrice. Il suo romanzo d’esordio, “Carmel”, due anni or sono strappò lacrime e applausi. L’opera seconda, “Sick notes”, in pochi mesi è già culto.
In entrambi i casi, non aspettatevi intrecci clamorosi: la trama è un pretesto.
Ciò che conta sono i personaggi. Carmel fa la barista, Esther è scrittrice. Entrambe sono prima di ogni altra cosa parecchio romantiche. Carmel ama fare lunghe passeggiate e rifugiarsi nei bar o nei negozi di dischi usati; Esther preferisce stare in casa, circondata da bottiglie vuote, calzini e libri, oppure dormire al cinema. Entrambe cercano la solitudine, ma non riescono a fare a meno delle loro migliori amiche. Parlano e leggono con avidità, Carmel e Esther, e bevono molto gin. Vivono prevalentemente di notte, in una Manchester bagnata, giovane e decadente, descritta con straziante lirismo. Talvolta capita loro di innamorarsi.
A dispetto delle storie tristi, delle atmosfere ombrose, di quelle frasi che sembrano fatte apposta per lacerare l’anima, “Carmel” e “Sick notes” sono letture che, proprio accanto alle ferite, aprono squarci di luce. Perché, in fondo, la dolcezza è luminosa, la gioventù è luminosa, così come luminose sono la vita notturna, le pozzanghere, la musica. L’amicizia. L’amore. Le infinite domande senza una risposta.
Federico Zannoni
TERZANI, Tiziano, Un altro giro di giostra. Viaggio nel male e nel bene del nostro tempo. Longanesi, 2004
Un altro giro di giostra narra attraverso diversi passaggi le vicissitudini dell’autore, partendo da quando scopre che di essere affetto da una grave malattia. Inizia cosi’ un percorso diverso dai soliti viaggi che intraprende per lavoro, pieno di quell’attenzione e quell’osservazione di sè e di quello che gira attorno a lui, con quell’ironia improvvisa e genuina tipica dei suoi scritti. La sua malattia lo porta in diversi luoghi del mondo per non lasciare nulla di intentato. Parte dall’America, dove hanno inizio le prime cure compiute con metodi occidentali, fino all’India e altri paesi orientali, dove per la prima volta non si troverà per il suo mestiere di giornalista ma nel tentativo di trovare un rimedio al suo male. Il viaggio prosegue sull’Himalaya alla ricerca di sé stesso, lontano da tutto e da tutti, in compagnia della natura meravigliosa e di tutte le sue manifestazioni. Un mondo fatto di silenzi e di vita che non aveva mai scorto prima, tra le persone frequentate fino ad allora né fra le parole ascoltate e scritte da altri, né tantomeno fra le sue.
Tiziano Terzani, giornalista fiorentino scomparso nel 2004, è stato per anni corrispondente dall’Asia per il giornale tedesco “Del Spiegel.”. Importante testimone di grandi avvenimenti del nostro secolo, ha scritto tra gli altri, “Lettere contro la guerra” (2002) nel quale espone il suo credo pacifista e il suo secco no alle guerre di tutti i tipi.
Anna Gazzotti
FACCINI Luigi, L’uomo che nacque morendo. Edizioni dell’ Ippogrifo, 2004.
Il libro è stato scritto da Luigi Faccini, uno dei più importanti registi italiani del cinema sociale e di ricerca antropologica. L'uomo che nacque morendo è un romanzo ispirato alla vicenda di Rudolf Jacobs, il capitano della Marina tedesca che scelse di passare alla Resistenza italiana; aveva detto«Sono pronto a dare la mia vita purché si abbrevi anche di un solo minuto questa guerra insensata…». Morì nel novembre del 1944 durante un assalto all’albergo Laurina di Sarzana, sede dell’allora comando fascista, luogo di interrogatori e torture. Travestito da ufficiale tedesco, assieme ai suoi compagni, si era presentato al piantone del comando fascista chiedendo di parlare con il superiore quindi puntò la machinenpistole e uccise il piantone. Penetrò nell’albergo, ma al secondo colpo la sua arma si inceppò e innumerevoli colpi sparati dalle brigate nere lo raggiunsero. Considerato “disperso” dai tedeschi fino a pochi anni fa, in Italia è insignito di medaglia d’argento al valore ed è sepolto a Sarzana.
Paolo Biso
GARLINI Alberto, Fútbol bailado. Editore Sironi, 2004
Italia, primavera del 1975. Nei pressi di Mantova, Pier Paolo Pasolini sta girando Salò o Le 120 giornate di Sodoma. Poco distante, nei dintorni di Parma, Bernardo Bertolucci lavora al film Novecento. Nel giorno del compleanno di Bertolucci, il 16 marzo, viene organizzata una partita di calcio tra le due troupe. Il campo è quello della Cittadella, a Parma, intorno al quale sono raccolti tutti i protagonisti di questa storia: Pasolini, Bertolucci, ma anche Alberto, un bambino intimorito dalla solitudine, e Vincenzo, un terrorista nero con una agghiacciante missione da compiere.
Splendido romanzo di pura poesia, dove il calcio e la potente e tragica figura di P.Paolo Pisolini sono il pretesto per la ricostruzione storica di un paese che ha perso la sua innocenza.
Nato a Parma nel 1969, Alberto Garlini vive a Pordenone. Collabora alle pagine culturali del ‘Messaggero Veneto’ ed è tra i curatori della manifestazione letteraria “Pordenonelegge”.
Enrico Marazzi
|